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Seminario Estivo 2008

Baruch Ata

La Benedizione: la potenza e la capacita` di benedire

L’argomento: “La Benedizione, la potenza e la capacita` di benedire. Le benedizioni cambiano l'individuo e cambiano il mondo.” Dopo aver imparato a benedirci l'un l'altro, e a benedire i doni che la vita ci fa, come figli dello stesso Dio ci ritroveremo nel respiro, nel sorriso e nel calore della Sua benedizione.

Giovedi 14 agosto 2008 – Lunedi 18 Agosto 2008
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NOVITÁ

Ultimo Aggiornamento
4 marzo 2008

Il serpente e la parte mancante della storia

 Il serpente e la parte mancante della storia
I racconti biblici contengono degli archetipi di dimensioni oceaniche, universali, vere e proprie fiumane sotterranee di simboli e di messaggi che corrono sotto la superficie della storia umana.

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LA PROFEZIA E I PROFETI DI ISRAELE
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Etimologia della parola "profezia" in ebraico.

Si tratta della capacità di percepire la verità di certe situazioni, passate, presenti e future, e di esprimerla o renderla pubblica senza timori per ciò che tale rivelazione possa comportare. Dunque la profezia è la capacità di leggere il passato e il presente, e non solo il futuro. Essa si basa su di una comunione del tutto particolare che il profeta raggiunge con Dio tramite un'intensa meditazione sul nome di Dio a quattro lettere Y-H-V-H , che è l'abbreviazione concentrata di

HAYÀ = ERA, HOVÈ = È, YIHÈ = SARÀ.

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Dunque nel Nome di Dio è contenuto ogni stato dell'Essere, passato, presente e futuro.

Il veicolo principale del profeta è l'uso della parola. Commentando il verso (Salmo 149, 6): "Lodino Dio dalle loro gole, e una spada a doppio taglio (cherev pipiot) nelle loro mani", Rabbi Nachman di Brezlav fa notare che "pipiot" deriva da Peh, "bocca". La spada a doppio taglio è la lingua, la capacità di parlare in modo giusto e alle persone giuste.

Dunque parola e comunicazione sono alla base della profezia, nevuhà. In ebraico Nevuhà contiene i due suoni principali N - BHA. Tale radice, con le sue due componenti scambiate di posto, diventa il greco PH - N. Phanai è "parlare", phone è "voce". La radice indo-europea per "parlare" è BHA. Si noti come in ebraico PEH sia "bocca". Secondo la scienza del linguaggio, la B e la P sono perfettamente intercambiabili.

La Nun che si trova davanti al suono Bha indica le 50 Porte dell'Intelligenza, raggiunte da Mosè, il più grande dei Profeti. L'unione delle due lettere Nun e Beit in aramaico significa "portare frutto, germinare". Dunque profetare è parlare, insegnare, produrre frutto. Onde arrivare a ciò occorre che lo stato di consapevolezza tipico della profezia sia preceduto dalla meditazione.

In ebraico Nava, Nun-Beit-Alef, significa "far ribollire, versare abbondantemente". In arabo: "dichiarare". In ebraico nevuà o navì è in forma passiva, indicando come il profeta sia mosso da un potere diverso dal suo, un potere superiore.

 

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